Privilegi Lega e federalismo fiscale

Per sperare di risorgere, Berlusconi dovrebbe riuscire a rimettere in piedi in modo forte l’alleanza con Bossi e per far questo dovrebbe attuare subito il federalismo fiscale. Dal punto di vista strettamente politico, infatti, la cosa più preoccupante per il premier mi sembrano gli scricchiolii nell’alleanza con la Lega. La fronda rappresentata da Gianfranco Fini, invece, non è tanto grave in sé. di Claudia Mancina
5 AGO 20
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Per sperare di risorgere, Berlusconi dovrebbe riuscire a rimettere in piedi in modo forte l’alleanza con Bossi e per far questo dovrebbe attuare subito il federalismo fiscale. Dal punto di vista strettamente politico, infatti, la cosa più preoccupante per il premier mi sembrano gli scricchiolii nell’alleanza con la Lega. La fronda rappresentata da Gianfranco Fini, invece, non è tanto grave in sé – potrebbe rientrare nella normale dialettica politica – ma diventa un problema proprio perché Berlusconi dà l’impressione di non riuscire a tenere le cose sotto controllo. Cercherei, al suo posto, di regolare i rapporti difficili non subendoli ma accettandoli (parlo di Fini ma anche di Tremonti).

Mi pare però che si sia chiuso molte vie, e realisticamente gli rimane una sola mossa, quella di imbarcare Pier Ferdinando Casini. Naturalmente, per fare questo deve mettere su un nuovo governo, e deve farlo con spirito di rilancio della legislatura, non dando l’impressione del ripiego. L’alternativa sono le elezioni nella prossima primavera, ma questa volta Berlusconi rischia di perdere per una crisi di credibilità ormai molto evidente. Hanno pesato gli scandali ma soprattutto l’impressione che non riesca a governare la situazione. La mossa di avvicinamento a Casini è quella che più realisticamente gli resta, ma non è la mossa giusta.

Può consentigli tutt’al più di reggere un altro anno e mezzo.
Di altre possibili iniziative l’effetto appare irrimediabilmente consumato. L’aspetto peggiore della situazione è che tutto sembra sgonfiato. Si è sgonfiata l’idea delle riforme, si è sgonfiata l’idea della rivoluzione liberale e anche l’idea della riduzione delle tasse. Certe promesse non si possono continuare a ripetere, al governo o all’opposizione, da più di quindici anni senza mai davvero farle.

di Claudia Mancina - docente di Etica dei diritti all’Università di Roma- La Sapienza. Ex deputata, fa parte della direzione nazionale del Pd e scrive sul Foglio